Gestione informatizzata dei decreti penali

Procura della Repubblica di Monza

I progetti di modernizzazione e innovazione sviluppati nell’ambito del progetto interregionale transnazionale di diffusione di Best Practices negli uffici giudiziari italiani, finanziato e supportato dalla Regione Lombardia con risorse del Fondo Sociale Europeo (FSE). 

Sintesi

Il progetto descrive la nuova modalità di gestione dei decreti penali da parte della Procura di Monza, che prevede anche una collaborazione con il Tribunale. Il decreto penale è un rito semplificato rispetto all’ordinario e prevede che, per talune fattispecie di reato considerate di minore entità, il Pubblico Ministero (PM) proponga al Giudice per le indagini preliminari (GIP) la decisione e la sanzione (si tratta di una sanzione pecuniaria, sia pure, in svariate fattispecie, in sostituzione di una pena detentiva) attraverso tale provvedimento, superando la fase dibattimentale e l’udienza preliminare. Viene massicciamente utilizzato per taluni reati di natura massiva, in particolare risulta utilizzato diffusamente per la guida in stato d’ebrezza, per le omissioni contributive INPS, per alcune omissioni tributarie e per alcuni reati ambientali. L’innovazione prevede che il procuratore nella fase di istruzione del procedimento e avanzando la richiesta al GIP, predisponga in via informatica una bozza del possibile decreto, integrabile e modificabile dal giudice, al fine di velocizzare le fasi di decisione e definizione del provvedimento.

Tale soluzione oltre a basarsi sulla condivisione del sistema informativo, da parte dei PM e dei GIP, è reso possibile grazie all’attività di confronto e condivisione dell’orientamento giurisprudenziale tra Procura e Tribunale. L’adozione di questa modalità di lavoro ha permesso una riduzione dei procedimenti dibattimentali per le fattispecie specifiche con un conseguente risparmio di risorse per la Procura e il Tribunale.

Informazioni di contesto

La Procura della Repubblica di Monza è composta da 14 Sostituti Procuratori, un Procuratore Aggiunto e un Procuratore Capo. Attualmente un posto da sostituto procuratore risulta scoperto. Il personale amministrativo previsto dalla pianta organica ministeriale aggiornata prevede  54 unità. Attualmente ne sono presenti, effettivamente in servizio, 44. Si segnala la vacanza del dirigente amministrativo. Inoltre l’organico previsto è stato ridotto in occasione dell’ultima definizione di circa un terzo, passando da 66 unità previste precedentemente alle attuali 44. Seppure la precedente previsione organica non fosse mai stata raggiunta, il ridimensionamento delle unità amministrative ha richiesto da parte dell’ufficio un complessivo ripensamento dell’organizzazione. In parte, e come soluzione tampone, sono stati utilizzati circa 10 unità di personale LSU (Lavoratori socialmente utili) convenzionati con la Provincia. In occasione del progetto “Innovagiustizia”, sono in corso attualmente attività di riorganizzazione del personale amministrativo.

L’adesione e l’impostazione originaria al progetto ‘Diffusione di Best Practices’ sono invece il frutto di una collaborazione tra il precedente vertice e il Tribunale, iniziata nel corso del 2008 e poi proseguita con l’avvio del progetto nei primi mesi del 2009.

La Procura di Monza, indipendentemente dal progetto “Best Practices - Innovagiustizia” è da tempo, insieme al Tribunale, impegnata nella partecipazione a progetti di modernizzazione e innovazione, nazionali e locali, collaborando anche in maniera frequente con la vicina realtà milanese. In particolare, attualmente la Procura è coinvolta con la Procura milanese nell’attivazione del sistema informativo “Notizie di Reato 2” (NdR2)  che prevede la trasmissione telematica da parte della Polizia Giudiziaria delle notizie di reato, e la gestione delle stesse da parte della Procura in formato nativo digitale. Inoltre in Procura è in fase di avvio SICP (Sistema Informativo Cognizione Penale) per la gestione dei registri.

Il Progetto

Le recenti novità normative, relative soprattutto al codice della strada, con la previsione per fattispecie gravi, del reato penale di guida in stato d’ebrezza, di omissioni contributive INPS, di omissioni di versamenti fiscali, di reati in tema di inquinamento, ecc…, hanno causato l’aumento di notizie di reato per procedimenti con una fase d’indagine relativamente ridotta e una gestione preponderante dell’aspetto amministrativo dell’accusa e dell’eventuale condanna. Dal punto di vista procedurale, a livello nazionale, la soluzione semplificatoria adottata è stato il ricorso massiccio ai decreti penali di condanna che, salvo opposizione della parte, evitano la fase del dibattimento penale, rimettendo direttamente al GIP la decisione. Dal punto di vista organizzativo però la procedura comporta una duplicazione del lavoro per Sostituti Procuratori e GIP nella redazione degli atti del processo, che sostanzialmente riprendono i medesimi dati da riportare sui due diversi provvedimenti. La ratio di fondo sottesa alla duplicazione dei documenti è quella che il GIP in quanto giudice deve poter decidere in piena autonomia e indipendenza. Quindi, prima del progetto in questione, parte del lavoro fatto dalla Procura, in termini di circostanziazione del reato e definizione dei dati salienti, veniva rifatto dall’Ufficio GIP. Inoltre, la mancanza di confronto tra magistrati creava differenze nelle pene comminate per fattispecie di reato assimilabili; un aspetto spesso oggetto di discussione, anche in occasioni specifiche organizzate  tra Procura e Tribunale.

La soluzione attuata si è basata sull’attivazione di una modalità di coordinamento tra la Procura e il Tribunale che si è tradotta nella pratica anche nell’adozione di documentazione condivisa supportata per via informatica; ora il GIP ha accesso alla documentazione elaborata dalla Procura e ha la facoltà di modificarla o meno.

Gli obiettivi dell’intervento sono riferibili a quattro ambiti:

  1. riduzione dei tempi di elaborazione dei decreti;
  2. standardizzazione di procedure (riduzione di errori, possibilità di comparare per prestare attenzione alla coerenza nella comminazione delle pene per fattispecie simili, nel rispetto dell’indipendenza del giudice);
  3. potenziamento dell’interscambio informativo tra Uffici;
  4. realizzazione di un sistema di reporting periodico sull’andamento delle attività.

Relativamente agli obiettivi sopra descritti è stato elaborato un progetto di riorganizzazione dei processi di lavoro di back-office, supportato dall’informatizzazione delle procedure. In parallelo al processo di riorganizzazione si è proceduto all’organizzazione di incontri, sistematici e strutturati, tra i magistrati, procuratori e GIP, per discutere orientamenti giurisprudenziali condivisi sul trattamento dei decreti penali e delle fattispecie di reato ad essi ricollegabili.

I risultati tangibili, ancorché stimati, sono rinvenibili nella standardizzazione della trattazione, con conseguente semplificazione e riduzione dei tempi complessivi della procedura (indagine e giudizio). Inoltre, l’attività di discussione comune circa gli orientamenti giurisprudenziali ha, da un lato, ridotto i casi in cui il GIP modifica in maniera sostanziale la proposta del Sostituto Procuratore, riducendo ulteriori passaggi operativi e attività di revisione; dall’altro lato, ha permesso di ottenere una maggiore uniformità di giudizio tra casi confrontabili, salva ovviamente l’autonomia del giudice nel formulare le proprie decisioni.

Il supporto informatico permette di limitare l’attività di riscrittura dei dati della procedura da pare del Giudice, riducendo l’attività a basso valore aggiunto e permettendo un recupero di tempo da dedicare all’attività di giudizio in senso lato. Infine l’organizzazione di “momenti” di confronto tra procuratori e giudici si è consolidata in una pratica periodica di discussione su temi giurisprudenziali; aspetto considerato in precedenza come inopportuno - indipendentemente dai singoli casi o categorie di procedure – a causa dei differenti ruoli istituzionalmente rivestiti dalla Procura e dal Tribunale.

RIFERIMENTI

Referente del progetto

Referente Luisa Zanetti
Ruolo Procuratore aggiunto

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